Asseverare una traduzione significa affermarne solennemente la fedeltà davanti a un pubblico ufficiale. Il termine viene dal latino asseverare, affermare con fermezza, ed è quello usato dagli uffici giudiziari: nel linguaggio comune la stessa traduzione si chiama giurata. La traduzione asseverata è la forma che l’ordinamento italiano riconosce quando un documento scritto in un’altra lingua deve produrre effetti davanti a un Comune, a un’università, a una Questura, a un Tribunale o a un notaio.

La definizione

Una traduzione asseverata è una traduzione accompagnata da un verbale nel quale il traduttore, davanti al cancelliere del Tribunale, al Giudice di pace o a un notaio, giura di aver adempiuto bene e fedelmente all’incarico, al solo scopo di far conoscere la verità. Il verbale, firmato dal traduttore e dal pubblico ufficiale, viene unito in modo stabile all’originale e alla traduzione: i tre elementi formano un fascicolo unico, che non può più essere separato senza perdere valore.

In Italia non esiste un albo nazionale dei traduttori giurati, a differenza di Francia, Germania o Spagna. Il valore non deriva da un titolo permanente della persona, ma dall’atto compiuto su quel documento: è la traduzione a essere asseverata, non il traduttore. Il traduttore risponde però del contenuto in modo personale, perché con il giuramento assume la responsabilità prevista dall’articolo 483 del codice penale per le dichiarazioni false rese al pubblico ufficiale.

Quale valore ha

La traduzione asseverata non trasforma il documento in un atto pubblico italiano: ne rende il contenuto leggibile e opponibile, con la garanzia di un terzo responsabile della corrispondenza fra le due lingue. Per questo gli enti la richiedono ogni volta che devono fondare un provvedimento su un documento straniero: la trascrizione di un atto di nascita o di matrimonio, l’iscrizione a un corso di laurea, il rilascio di un permesso di soggiorno, l’omologazione di una sentenza, la stipula di un atto notarile con una parte che non conosce l’italiano, la produzione di prove in un giudizio.

L’asseverazione vale su tutto il territorio nazionale, qualunque sia l’ufficio davanti al quale è stata resa, e non ha scadenza propria: può scadere il documento tradotto, non la traduzione. Per valere fuori dall’Italia il fascicolo ha bisogno di un passaggio ulteriore, la legalizzazione o l’apostille, che autentica la firma del pubblico ufficiale che ha ricevuto il giuramento.

Asseverata, certificata, legalizzata: tre atti diversi

AttoChi lo compieChe cosa garantisceDove vale
Traduzione asseverataIl traduttore con giuramento davanti al pubblico ufficialeLa fedeltà della traduzione, sotto responsabilità penaleIn tutta Italia davanti a enti pubblici, giudici e notai
Traduzione certificataIl traduttore ufficiale con dichiarazione firmata e credenzialiL’identità e la qualifica di chi ha tradottoNei Paesi che non prevedono il giuramento, come Regno Unito, Irlanda, Stati Uniti e Canada
Traduzione legalizzata o apostillataLa Procura della Repubblica sul fascicolo già asseveratoL’autenticità della firma del cancelliere o del notaioAll’estero, nei Paesi che riconoscono la legalizzazione italiana o aderiscono alla Convenzione dell’Aia

I tre atti si sommano, non si sostituiscono: una traduzione destinata a un consolato estero sarà prima asseverata e poi apostillata, mentre una traduzione per un’università britannica sarà soltanto certificata, perché il giuramento italiano non aggiunge nulla a un ordinamento che non lo prevede.

Che cosa contiene il fascicolo asseverato

  • Il documento di partenza, in originale, in copia autentica o in copia semplice, secondo quanto richiede l’ente di destinazione.
  • La traduzione integrale, che riproduce anche timbri, firme, annotazioni e parti manoscritte, descrivendo gli elementi grafici che non si possono tradurre.
  • Il verbale di giuramento con le generalità del traduttore, le lingue, il numero delle pagine e la formula di rito, firmato e timbrato dal pubblico ufficiale.
  • Le marche da bollo da 16 euro ogni quattro facciate o cento righe, annullate dal cancelliere, salvo i casi di esenzione previsti dalla legge.

Quando l’asseverazione non basta e quando non serve

Non basta quando il documento deve valere all’estero: in quel caso occorre la legalizzazione o l’apostille, a meno che non si tratti di documenti pubblici fra Stati membri dell’Unione europea, per i quali il Regolamento (UE) 2016/1191 ha abolito la legalizzazione e introdotto i moduli standard multilingue. Non serve quando l’ente di destinazione accetta la traduzione certificata, come accade nei Paesi di tradizione anglosassone, o quando un atto italiano deve essere semplicemente compreso da una controparte straniera senza produrre effetti giuridici.

Il modo in cui il giuramento si rende materialmente a Roma, con orari, prenotazione e limiti dell’ufficio, è descritto nella pagina su come giurare la traduzione al Tribunale di Roma. Il contenuto del verbale e la responsabilità del traduttore sono approfonditi nella pagina sul giuramento della traduzione.

Domande frequenti

Asseverata e giurata sono due cose diverse?

No. Asseverata è il termine tecnico usato dagli uffici giudiziari, giurata quello corrente: indicano la stessa traduzione, resa ufficiale dal giuramento del traduttore davanti a un pubblico ufficiale.

La traduzione asseverata ha lo stesso valore dell’originale?

Ha il valore di rendere il documento straniero utilizzabile in Italia con la garanzia di fedeltà. Non sostituisce l’originale, che resta unito alla traduzione e viene esaminato insieme a essa dall’ente ricevente.

Un documento italiano può essere asseverato in una lingua straniera?

Sì. L’asseverazione vale in entrambe le direzioni: un certificato italiano tradotto in spagnolo si giura allo stesso modo e, per essere usato in Spagna, riceve poi l’apostille della Procura.

Che cosa succede se l’ente trova un errore nella traduzione asseverata?

L’ente può rifiutare il fascicolo e chiedere una nuova asseverazione. Il traduttore risponde personalmente dell’errore, ed è la ragione per cui lo studio rilegge ogni traduzione prima del giuramento e corregge a proprie spese ciò che dipende da sé.

Per un ente dell’Unione europea serve ancora l’asseverazione?

Il Regolamento 2016/1191 ha eliminato la legalizzazione fra Stati membri per i documenti pubblici, ma non la traduzione: se il documento non è accompagnato dal modulo standard multilingue, l’ente può chiedere una traduzione giurata o certificata secondo le proprie regole.

Ti serve una traduzione asseverata?

Inviaci il documento e l’ente a cui è destinato: ti diciamo se basta l’asseverazione o se serve anche la legalizzazione, con un preventivo scritto entro un giorno lavorativo.

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